23 Aprile 2025 *
La mobilità aziendale sta cambiando rapidamente. Sempre più imprese scelgono di puntare su veicoli a basso impatto ambientale e su modelli di trasporto sostenibili. Ma non è solo una questione di immagine o responsabilità sociale: a rendere le auto aziendali ibride o elettriche ancora più interessanti ci sono incentivi statali, vantaggi fiscali e strumenti digitali che semplificano la gestione dei fringe benefit. Come funzionano davvero questi incentivi? E quali soluzioni possono rendere più semplice questo passaggio anche per le PMI?
Perché scegliere un’auto aziendale green
Optare per veicoli elettrici o ibridi plug-in per la flotta aziendale significa unire due obiettivi: ridurre l’impatto ambientale e ottimizzare i costi di gestione, approfittando delle numerose agevolazioni disponibili. Tra i principali vantaggi ci sono:
- esenzione dal bollo auto (in molte regioni italiane)
accesso libero o scontato alle ZTL
costi di ricarica o carburante più bassi
incentivi statali per l’acquisto o il leasing
fringe benefit fiscalmente più vantaggiosi
Gli incentivi per l’acquisto o il leasing
Ogni anno il governo aggiorna gli ecobonus per i veicoli a basse emissioni. Per il 2025, queste agevolazioni riguardano anche le auto aziendali, sia in leasing sia di proprietà, a patto che:
- le emissioni di CO₂ siano entro i limiti previsti (ad esempio 20 o 60 g/km)
il veicolo rientri nelle fasce incentivabili (verifica sempre sul portale Ecobonus)
l’azienda mantenga il veicolo per almeno 12 mesi I contributi possono arrivare fino a 4.000 euro per veicolo, con premi extra in caso di rottamazione.
Detassazione e fringe benefit: cosa cambia davvero
Se l’auto green viene concessa in uso promiscuo al dipendente, la tassazione sul fringe benefit è più leggera. La normativa riduce l’imponibile fiscale in base alle emissioni del mezzo. Nel dettaglio:
- fino a 60 g/km di CO₂: tassazione ridotta al 25% del valore convenzionale
da 61 a 160 g/km: tassazione al 30%
oltre 160 g/km: tassazione piena (50% o 60%)
Un risparmio concreto, sia per l’azienda che per chi utilizza il veicolo.
Come integrare l’auto green con i buoni mobilità
Non tutti i collaboratori hanno bisogno di un’auto aziendale ogni giorno. Per questo ha senso offrire soluzioni flessibili che includano anche buoni mobilità per:
- ricarica elettrica
trasporto pubblico
bike e car sharing
parcheggi convenzionati
Un piano combinato (auto green + buoni mobilità) ti permette di:
rispondere a esigenze di mobilità diverse
incentivare l’uso di soluzioni ecologiche
rendere il piano benefit più attrattivo
Un segnale forte per l’employer branding
Oggi le persone guardano con attenzione ai valori di chi le assume. Offrire auto green o benefit legati alla mobilità sostenibile è un messaggio chiaro: l’azienda investe nel futuro, nell’innovazione e nel benessere collettivo.
Questa scelta:
- migliora la reputazione aziendale
rafforza il senso di appartenenza
favorisce la retention e l’engagement dei collaboratori
La mobilità sostenibile non è solo una questione logistica, ma una leva di cultura aziendale.
Oltre il veicolo: promuovere una cultura della sostenibilità
Integrare l’auto green e i buoni mobilità con iniziative di formazione e sensibilizzazione aiuta a diffondere una vera cultura della sostenibilità in azienda. Workshop, webinar o semplici campagne interne possono incentivare comportamenti più responsabili, dall’uso consapevole dei mezzi fino alla scelta di percorsi alternativi come il carpooling. Un ambiente di lavoro che sostiene queste pratiche contribuisce a creare un clima positivo e innovativo, capace di attrarre talenti attenti ai temi ambientali.
Conclusioni
Gli incentivi per auto aziendali green sono un’opportunità concreta per rinnovare la flotta, tagliare i costi e abbracciare un welfare più sostenibile. Se combinati con buoni mobilità digitali e flessibili, danno vita a un sistema moderno, efficace e apprezzato dalle persone.